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Introduzione dal blog sulla Cappella Sistina

Le due zone presentano altrettanti affreschi all’interno della Cappella Sistina: 

Il Cristo e la Vergine tra i beati: la figura centrale è Gesù, con Maria al suo fianco. Il Cristo è rappresentato in un nimbo al centro di una moltitudine di apostoli, profeti, patriarchi, sibille, eroine dell’Antico Testamento, martiri, vergini e santi.  Anche in questo caso, l’immagine può essere suddivisa per una comodità nella lettura artistica dell’affresco. Nella prima parte è possibile soffermarsi su Gesù e Giona. Quest’ultimo è il profeta vissuto nel periodo antecedente alla venuta di Cristo e prefiguratore della sua resurrezione. Infatti, come Gesù, anche Giona visse un’esperienza di resurrezione, perché dopo tre giorni riuscì a venire fuori dal ventre del pesce che l’aveva inghiottito e nel quale aveva vissuto. Nella seconda parte, invece, è possibile notare ancora la centralità di Gesù, affiancato dalla Madre, Maria. Quest’ultima ha un volto rassegnato, poiché non può intervenire nelle decisioni, ma solo attendere l’esito del Giudizio. Il suo volto si fa privo di emozioni; infatti, la nuova venuta del Cristo si è realizzata, aprendo il tempo dell’eternità. Inoltre, l’affresco del Cristo e la Vergine è suddiviso ancora in anelli: nel primo anello, il Cristo è circondato da numerose figure; le più vicine, secondo tradizione, sono gli Apostoli, seduti sui troni delle dodici tribù d’Israele. Intorno a Gesù, poi, si trovano numerosi santi e patriarchi che, con le espressioni del viso e la gestualità, mostrano di partecipare al Giudizio finale. Nel secondo anello a sinistra sono rappresentati Martiri, Confessori della Chiesa, Vergini ed altri beati, seppur le figure predominanti siano donne. Infine, nel secondo anello a destra trovano spazio altri martiri, confessori e beati, ma in questo caso c’è predominanza di figure maschili. Credits: Massimo Palombella.

La fine dei tempi, con gli angeli che suonano le trombe dell’Apocalisse, la resurrezione dei corpi, l’ascesa al cielo dei giusti e la caduta dei dannati all’Inferno. Nel complesso, l’intero affresco del Giudizio Universale, conta poco più di quattrocento figure, con personaggi delle zone superiori alti oltre 250 centimetri e quelli delle zone inferiori che, invece, raggiungono un’altezza che supera di poco i 155 centimetri. L’ellissi è la forma predominante nella rappresentazione dei personaggi. Lo stile usato da Michelangelo sembra voler dare una visione grandiosa dell’umanità, un’idea di “uomo-eroe”, che riesce a vincere anche nella condizione di peccato, che tocca l’intera umanità. 

Accanto al Giudizio Universale, sulla parete ovest, seppur siano andati distrutti, apparivano anche: Nascita e ritrovamento di Mosè, Assunta con Sisto IV inginocchiato e la Natività di Cristo, tutti curati dal Perugino. Sulla parete sud, invece, si possono ammirare le Storie di Mosè, realizzate tra il 1481 e il 1482. Dall’altare, è possibile ammirare: un affresco di Pietro Perugino, Partenza di Mosè per l’Egitto; due di Sandro Botticelli e bottega con Prove di Mosè e Punizione dei ribelli; il Passaggio del Mar Rosso, di cui non si hanno notizie certe del suo autore e attribuito a tre diversi artisti: Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio o Biagio di Antonio Tucci; la Discesa dal monte Sinai, attribuito a Cosimo Rosselli e Pietro di Cosimo; infine, Testamento e morte di Mosè, a cura di Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta. La parete nord, invece, mostra le Storie di Cristo, che permettono al visitatore di entrare nella vita pubblica di Gesù, narrando gli episodi significativi dei tre anni di predicazione. Anche questi affreschi risalgono al 1481 – 1482 e si dividono nel seguente modo: il Battesimo di Cristo, curati da Pietro Perugini e collaboratori; le Tentazioni di Cristo, affresco realizzato da Sandro Botticelli; la Vocazione dei primi apostoli, realizzato da Domenico Ghirlandaio; il Discorso della montagna, con Gesù che elenca e consegna le Beatitudini, attribuito a Cosimo Rosselli; un nuovo affresco di Pietro Perugino, che ha offerto La Consegna delle Chiavi, con Gesù che nomina Pietro capo della Chiesa e a cui conferisce la missione di proseguire la sua opera; infine, l’Ultima Cena, a cura di Cosimo Rosselli, ultimo episodio della vita di Cristo, prima di affrontare le via della Croce, l’esperienza della Passione, Morte e della gloriosa Resurrezione. Infine, l’ingresso della Cappella Sistina, sulla parete est, presenta altri due affreschi: uno ad opera di Hendrik van den Broeck, dall’originale di Domenico Ghirlandaio, che narra la Resurrezione di Cristo e realizzato nel 1572; l’altro, invece, dal titolo Disputa sul corpo di Mosè, ad opera di Matteo da Lecce, realizzato nel 1574, dall’originale di Luca Signorelli. 

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Sulla volta della Cappella Sistina, invece, si trovano affreschi afferenti a diverse tematiche, sintetizzabili nel seguente modo: nella parte centrale, le nove storie di Michelangelo, riprese dagli eventi più significativi del libro della Genesi. Dal primo libro che apre la Bibbia sono stati ripresi e raffigurati i seguenti episodi: Separazione della luce dalle tenebre; Creazione degli astri; Separazione delle acque dalla terra; Creazione di Adamo; Creazione di Eva; Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre; Sacrificio di Noè; Diluvio universale; Ebbrezza di Noè. Ai lati di queste storie, sono rappresentate le vigorose figure di Ignudi, che sorreggono dei medaglioni, nei quali si trovano le Scene tratte dal Libro dei Re; gli affreschi di Sibille e Profeti circondano la parte centrale della volta e rappresentano: Zaccaria; Gioele; Sibilla Delfica; Sibilla Eritrea; Isaia; Ezechiele; Sibilla Cumana; Sibilla Persica; Daniele; Geremia; Sibilla Libica; Giona. All’interno, invece, delle vele e delle lunette si trovano affrescati gli Antenati di Cristo, rappresentando così la genealogia di Gesù e la sua discendenza. In particolare, le lunette rappresentano: Eleazar e Mattan; Giacobbe e Giuseppe; Achim ed Eliud; Azor e Sadoc; Zorobabele, Abiud ed Eliacim; Giosia, Ieconia e Salatiel; Ezechia, Manasse e Amon; Ozia, Ioatam e Acaz; Asaf, Giosafat e Ioram; Roboamo e Abia; Iesse, Davide e Salomone; Salmòn, Booz e Obed; Naasson; Aminadab; Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuda con Fares, Esrom e Aram, che però sono andati perduti. 

Le vele della Cappella Sistina, invece, offrono le seguenti rappresentazioni: Vela sopra Zorobabele, Abiud ed Eliacim; Vela sopra Giosia, Ieconia e Salatiel; Vela sopra Ozia, Ioatam e Acaz; Vela sopra Ezechia, Manasse e Amon; Vela sopra Roboamo e Abia; Vela sopra Asaf; Giosafat e Ioram; Vela sopra Salmòn, Booz e Obed; Vela sopra Iesse, Davide e Salomone. Infine, nei quattro pennacchi posti agli angoli della volta, si trovano Episodi di Salvezza tratti dall’Antico Testamento, sempre curati da Michelangelo. Le narrazioni raffigurate sono le seguenti: Giuditta e Oloferne; Davide e Golia; Punizione di Aman; Serpente di bronzo. Questa parte della Cappella Sistina fu completata tra il 1508 e il 1512. Infine, all’interno della Cappella Sistina si trova un organo a canne, collocato nell’angolo destro della controfacciata e costituto da due tastiere, ciascuna composta da 56 tasti, oltre che da una pedaliera, con 30 tasti ad andamento meccanico. 

Esso è stato inaugurato il 14 dicembre 2002, nel corso di un concerto dell’organista Gianluca Libertucci. All’evento presenziarono diverse figure di spicco del Vaticano e Hermann Mathis, direttore della Mathis Orgelbau, la ditta che ha realizzato lo strumento. 

La Cappella Sistina vanta una storia suggestiva, costruita con il trascorrere dei secoli e delle stagioni. Tuttavia, resta un capolavoro di grande fascino, in grado di attirare in media 6 milioni di visitatori ogni anno.

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/07/28/musei-vaticani-record-di-visitatori.html